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PDF  Drucken  E-Mail  Freitag, den 09. Februar 2001 um 09:50 Uhr
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L’iniziativa di Archeotur e Comune per migliorare i servizi
Un questionario per i turisti


Sarà distribuito nei musei e nell’area archeologica Sant’Antioco
Età media compresa fra i 35 e i 65 anni, impiegato. Questo il visitatore tipo che circa dieci anni fa arrivava a Sant’Antioco attratto da Thophet e museo. Allora rispondendo a un questionario il visitatore chiedeva che i siti archeologici fossero valorizzati meglio e dotati di una maggiore esposizione di reperti, di strade e aree di sosta idonee, nonché di pubblicità adeguata. Arrivavano spesso attirati dal paesaggio balneare per poi scoprire sul posto, spesso con meraviglia, i siti archeologici. Tra i tanti turisti solo i tedeschi erano i più informati per il fatto che promuovevano l’area archeologica di Sant’Antioco sia a livello scientifico che ricreativo.
Oggi chi è il visitatore medio, quanti anni ha e quali sarebbero le sue critiche o richieste? La cooperativa Archeotur, che ne cura le visite, sta riproponendo ai visitatori un nuovo questionario per conoscere la portata della realtà museale e di servizio turistico che offre oggi Sant’Antioco. «Vogliamo verificare le basi dell’offerta e della domanda culturale - precisano i responsabili dell’Archeotur - intesa come modo di fruire in qualità e in quantità l’offerta proposta».
Così come avvenuto dieci anni fa la cooperativa, in sintonia con l’amministrazione comunale, ha elaborato un questionario che dal primo gennaio viene consegnato ai visitatori. Undici domande con le relative caselle da sbarrare per dichiarare le proprie impressioni, un quarto di foglio bianco per gli eventuali suggerimenti finalizzati a una migliore immagine dell’area archeologica e al servizio. Il risultato del precedente questionario fu quello di ottenere un profilo chiaro del turista in visita all’area sulcitana. Ovvero: provenienza, età, professione, ragioni della scelta del sito, professione, critiche e suggerimenti.
«Il monitoraggio che la cooperativa sta attuando adesso consentirà nel confrontare i dati del passato - spiega il sindaco Virginio Locci- di individuare le carenze, se sono rimaste tali, o quanto di positivo è stato fatto nel corso del tempo».
Dieci anni fa risultò che la visita all’area archeologica, nella maggior parte di casi, si rivelava estremamente positiva. «Anzi spesso veniva presa ad esempio - fanno notare con orgoglio le guide - come ipotesi di gestione da esportare in tante realtà archeologiche non valorizzate».
Oggi, come allora, il più grande rammarico dei tanti visitatori rimane ancora legato alla conclusione dei lavori per la realizzazione del nuovo museo. Che potrà dare i suoi frutti anche dal punto di vista economico.


Fonte: Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
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