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Sei qui Home News Restaurato un carro al museo etnografico
PDF  Print  E-mail  Wednesday, 24 March 2010 09:00
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Il carro a buoi e in misura minore il carro a cavallo, sono stati sino a qualche decennio fa il principale mezzo di trasporto usato nel lavoro agricolo in Sardegna.

Senza di essi non era possibile svolgere le principali attività agricole legate alla coltivazione dei cereali, delle leguminose e della vite. Il possesso di un giogo di buoi e di un carro era la garanzia di un reddito per tutta la famiglia. Nel passato vigeva l'uso, di procurarsi un giogo di buoi o un cavallo con rispettivo carro, ancor prima che l'uomo pensasse di formarsi una famiglia sua.
I giovani che riuscivano in questo intento, iniziando a servizio con i vari padroni, diventavano poi partiti ambiti per le ragazze della borgata e talvolta persino per le figlie dei padroni.
Il carro trainato da una coppia di buoi era sempre a due ruote con la parte contenente modificabile, e le altre parti fisse. Il carro veniva realizzato con una parte portante, un pezzo unico in legno di leccio chiamato scala di carro (sa scala de su carru) lungo circa cinque metri. L’estremità anteriore della scala era provvista di fori per l’attacco del giogo (su giuàli).
La parte contenente del carro, a seconda del tipo di materiale o prodotto che doveva trasportare ( foraggio, uva o letame) veniva trasformato.
La trasformazione più importante era quella per il trasporto dei covoni e dei cereali dai campi alle aie. Per ottenere una capienza maggiore si disponevano attorno alla parte contenente sette pertiche di circa due metri fissate alle parti laterali, tenute insieme da due pertiche superiori orizzontali; se si mettevano altre due pertiche sul davanti del carro si faceva sa carruga.

Per il trasporto dell’uva venivano tolte le sponde laterali e sul fondo veniva posta sa coperina che si fissava tramite zeppe di legno infisse nei buchi delle tavole del letto del carro (Su sterrimentu).

Per raggiungere con il carro le zone di Canai e Triga, due località di S.Antioco dove veniva coltivato il grano, era necessaria una giornata di viaggio.
Nel cortile del Museo Etnografico si possono vedere: un carro a buoi un tempo utilizzato per il trasporto dell’uva o del grano; un carro a cavallo e un carro da asino.  Un carro conteneva 8 sacchi di grano e rappresentava un’unità di misura; un sacco era composto da due starelli  (dus mojus, pron. du moiusu ) circa 80 chili, mentre uno starello era circa 40, 43 chili.

http://www.archeotur.it/santantioco/it/immagini/category/47-restauro-carro.html

 

carro_restaurato

 
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