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Sei qui Home News Importanti arrivi nel Museo Archeologico di Sant’Antioco
PDF  Print  E-mail  Monday, 06 February 2012 10:36
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Una decina di nuove iscrizioni romane arricchiscono il Museo Archeologico comunale Ferruccio Barreca di Sant’Antioco.

 


Ai precedenti frammenti lapidari in possesso del museo, si sono aggiunti altri otto frammenti, rinvenuti anni fa a Sant’Antioco. Sono stati consegnati dalla soprintendenza archeologica di Cagliari a coronamento di una richiesta fatta tempo fa dai responsabili del museo di Sant’Antioco . Questi frammenti costituiranno la sezione lapidaria , in fase di riallestimento, che sarà ospitata nell’area museale che accoglie i reperti di epoca romana. Si tratta di una ventina di frammenti di iscrizioni latine con cui si può ricostruire la storia dell’epoca romana di Solky.
A curare la parte scientifica della parte lapidaria è la professoressa Francesca Cenerini, docente di storia romana  all’università di Bologna, che la illustrerà in un’apposita conferenza il prossimo mese di aprile. La parte espositiva, costituita da nuovi pannelli, è invece curata dall’archeologa Sara Muscuso.
A differenza delle epoche nuragiche e fenicio puniche di cui non si riscontrano frammenti scritti, con la dominazione romana gli abitanti di Sulci, iniziano ad interagire col mondo romano assorbendone la cultura, usanze religiose e civili.
“ Sono piccoli frammenti - spiega Francesca Cenerini – ma molto importanti per raccontare la storia della città dei sulcitani. Uno di questi in marmo riporta la menzione “ Sulcitani “. Un fatto importantissimo che dimostra come i “Sulcitani” che hanno avuto la cittadinanza romana all’epoca degli imperatori Augusto e Claudio si integrano nel mondo romano interagendo con le autorità della Roma imperiale.”
Insieme ai frammenti di iscrizioni restituiti al museo cittadino dalla soprintendenza archeologica è stato finalmente consegnato anche il calco di un’iscrizione, il cui originale, venduto al mercato antiquario, che si trova nel museo di storia antica di Copenaghen, cita il tempio di Iside e Serapide. Costruzione di culto che si pensa si trovasse nella zona di Castel Castro, nella zona dell’attuale ponte all’ingresso della città.
“ La nuova sezione che verrà inaugurata a breve – spiega il direttore scientifico Piero Bartoloni – sicuramente renderà il museo tra i più interessanti, non solo in Sardegna”.

 


Fonte: Tito Siddi, L’unione Sarda.

 
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