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Sei qui Home Rassegna Stampa L'arciere, un biglietto da visita per Venezia
PDF  Print  E-mail  Friday, 12 March 2010 16:43
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Anche quest’anno l’interesse del mondo artistico per la seconda edizione del concorso di arte moderna “Arciere isola di Sant’Antioco” attira maggiormente l’attenzione degli artisti italiani dal momento che il critico Vittorio Sgarbi, presidente della giuria, è anche direttore del Padiglione Italia alla Biennale d’arte di Venezia.

«Certo questa è la novità forse più rilevante di quest’anno - dice il professore ferrarese - abbiamo proceduto a suggerire agli organizzatori di invitare oltre cinquanta artisti di rilievo nazionale». C’è una ragione: «In un certo senso - spiega Sgarbi - il concorso Arciere è un biglietto da visita per gli artisti che parteciperanno alla mostra di Venezia. Sia chiaro però che non c’è un rapporto diretto tra le due manifestazioni. Io credo che sarebbe bene organizzare una sorta di campionati regionali di preparazione a Venezia, questo di Sant’Antioco è un concorso che raccoglie artisti da tutta Italia e supera anche questa idea».

Sgarbi è stato designato presidente onorario dell’associazione Arciere che è presieduta da Roberto Lai. L’amministrazione comunale, che ha dato un forte impulso al concorso, lo ritiene uno strumento importante per far conoscere la comunità in tutta Italia. Intanto Sgarbi fa un bilancio dell’esperienza dello scorso anno, vinta dal pittore emiliano, anche se di chiare radici sarde, Lino Frongia. Il suo quadro è stato scelto da Salvatore Niffoi, che farà parte della giuria, come illustrazione di copertina del suo ultimo libro “Il Bastone dei miracoli” edito Adelphi.

Un’altra novità dell’edizione di quest’anno è che ci saranno in pratica due concorsi, uno per gli artisti spontanei ed uno per gli artisti di levatura nazionale. «C’è un problema - confessa Sgarbi - di eccesso di produzione artistica. Tante persone sfogano la loro creatività e magari in cuor loro sono convinte di avere realizzato delle opere d’arte, ma non è così. Credo che ci siano chiari confini tra la produzione dilettantesca e quella artistica. Il vero artista può essere come una forza della natura, come il vento o la pioggia, o magari può presentarsi anche diversamente, sicuramente dietro ci sono tanto studio e conoscenza dei materiali e passione». Per Sgarbi non si possono dare suggerimenti agli artisti, forse l’unico che si sente di dare è quello di lavorare meno, perché così si inquina meno. Sono tanti gli artisti che Sgarbi ha ritenuto di interesse per gli organizzatori, fra questi gli scultori Lino Scarpella e Aron Demetz ed i pittori Luigi Serafini, Greta Frau, la coppia Bertozzi e Casoni. «Sono artisti - conclude Sgarbi - che faranno clamore». La maggior parte degli artisti, come categoria espressiva non rientra in una definizione specifica e spesso anzi si tratta di sperimentatori di tecniche e materiali differenti, passando dalle tele alla scultura alla videoinstallazione e sfuggono alla classificazione che limita il loro campo d’azione.

Fonte. Carlo Floris, La Nuova Sardegna

 
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