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Sei qui Home Rassegna Stampa Museo archeologico, apertura rinviata al nove gennaio 2006
PDF  Print  E-mail  Saturday, 24 December 2005 11:22
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P orte aperte dal nove gennaio. Nuovo (ennesimo) appuntamento con l'inaugurazione del nuovo Museo archeologico di Sant'Antioco.

 

Ma stavolta il sindaco Baghino garantisce che non ci sarà un'altra falsa partenza: «A gennaio si apre». Per il momento il museo sarà aperto come mostra temporanea, poi si vedrà. Questo escamotage è stato offerto dalla Regione che nei giorni scorsi ha prorogato di un anno i finanziamenti alle cooperative che gestiscono i beni archeologici. Così il sindaco Baghino, in considerazione del fatto che la cooperativa Archeotur poteva proseguire l'attività per un altro anno, ha preso la decisione di aprire. «Ho sentito il direttore scientifico del Museo Piero Bartoloni, che proprio nei giorni scorsi aveva comunicato di aver terminato l'allestimento delle sale - ha detto il primo cittadino - e ho annunciato la decisione al Soprintendente dei beni archeologici e all'assessore regionale alla pubblica istruzione». La 'mostra temporanea museale' sarà dunque inaugurata a gennaio alla presenza delle maggiori autorità. «È una grande soddisfazione ? ha affermato il direttore del museo Piero Bartoloni - rendere accessibili, finalmente queste importanti testimonianze». Il più entusiasta è però il sindaco Eusebio Baghino: «Sant'Antioco offre una delle più grandi testimonianze nel Mediterraneo del periodo fenicio punico, un patrimonio la cui fruibilità non poteva essere ancora differita nel tempo». «Dopo trenta anni di lavori ? ha concluso Baghino - possiamo consegnare ai cittadini di Sant'Antioco, agli studiosi, agli studenti e agli amanti della cultura di tutto il mondo questo patrimonio». Il museo ultimato agli inizi del 2005 dopo trenta anni di lavori, si articola in sei sale che illustrano la storia millenaria di Solky dal periodo Prenuragico a quello dei romani passando attraverso il periodo che vide protagonisti quei formidabili navigatori e commercianti quali furono i fenici e punici. Il museo è stato allestito dal direttore scientifico Piero Bartoloni con la collaborazione di Paolo Bernardini, direttore dell'area archeologica cittadina, e degli studenti delle facoltà di archeologia di Sassari e di Viterbo di cui Piero Bartoloni è docente. Nelle sei sale sono stati esposti circa ottomila reperti dei 15 mila conservati nei magazzini della Sovrintendenza archeologica a Sant'Antioco. Tra i prezzi più pregiati i tanti monili in oro tempestati di pietre preziose, un mosaico e il vasellame insieme a due grandi leoni in pietra.

Fonte:  Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
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