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Sei qui Home Rassegna Stampa Apre il museo dopo trent'anni di attesa
PDF  Print  E-mail  Friday, 30 September 2005 15:46
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I l nuovo museo archeologico di Sant'Antioco apre i battenti.

 

L'apertura delle sale avviene finalmente dopo trent'anni dalla posa della prima pietra. Sarà per adesso un'apertura provvisoria a beneficio dei soli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Ma è comunque un inizio. La decisione è stata presa a sorpresa ieri mattina dal sindaco Eusebio Baghino. Che qualcosa si stesse muovendo, dopo mesi di polemiche sulla mancata a apertura dovuta alla mancanza di finanziamenti per la gestione, si è avuto sentore alcuni giorni fa quando la giunta ha affidato, sino alla fine dell'anno, la direzione scientifica del nuovo museo archeologico al professore Piero Bartoloni, ordinario di Archeologia fenicio punica presso l'Università di Sassari. La gestione pratica della struttura è stata affidata invece alla cooperativa Archeotur che fornirà le guide. «La scuola non poteva essere ancora penalizzata dai tempi necessari alla predisposizione di una gestione e definitiva che comprenderà anche il Centro servizi, l'ostello della gioventù e le catacombe - dice il sindaco Eusebio Baghino - abbiamo preso la decisione per perseguire la finalità prioritaria di favorire la formazione e lo studio delle testimonianze dei reperti archeologici dell'isola di Sant'Antioco indispensabili per la scuola» La scuola infatti è il principale interlocutore tra studio e lavoro sul campo per gli scavi archeologici. Nell'ambito di questo interesse reciproco la facoltà di Lettere e di Filosofia dell'Università di Sassari e la scuola media Mannai hanno da tempo attivato una collaborazione che vede la scuola cittadina ospitare gli studenti universitari che partecipano agli scavi archeologici che si svolgono ogni estate a Sant'Antioco. Ma con la decisione dell'apertura del museo il sindaco Baghino si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa in merito alla ventilata ipotesi di realizzare un museo della cultura fenicia in territorio di Oristano. «Non contesto minimamente che si voglia costruire un museo ad Oristano. Lo scontro tra i territori non esiste - spiega - ben vengano tutte le strutture che possano contribuire alla crescita culturale e alla valorizzazione archeologica in Sardegna». Ad Oristano però si deve ancora costruire - sottolinea Baghino - qui lo abbiamo già fatto». Secondo il sindaco non è tanto il fatto di rivendicare strutture e musei quanto la loro gestione. «E noi ci stavamo lavorando d'intesa con Provincia e sindaci del Sulcis assieme al centro programmazione regionale per la creazione di polo culturale archeologico quale strumento di sviluppo economico e turistico. Abbiamo fatto questo passo perché questo immenso patrimonio non rimanga ostaggio degli scontri politici e burocratici».

Fonte: Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
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