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Sei qui Home Rassegna Stampa Museo, apertura a rischio
PDF  Print  E-mail  Tuesday, 05 April 2005 07:58
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È stato appena ultimato dopo trent'anni di lavori e milioni di euro.

Ma rischia di restare chiuso. Potrebbe essere questa la sorte del nuovo Museo archeologico di Sant'Antioco. Così potrebbe essere fatica sprecata quella del direttore Pietro Bartoloni che sta ultimando il trasferimento dei reperti conservati nei magazzini della Sovrintendenza per l'allestimento di sale e bacheche. Il pericolo che incombe sulla struttura appena terminata dopo tanto tempo è la mancanza di finanziamenti per la gestione. Non basta avere completato e allestito il museo, infatti, ma occorre predisporre, una volta inaugurato il nuovo museo, una adeguata gestione. «Per fare funzionare e rendere fruibile una struttura simile (che è la più grande e più completa del Mediterraneo per la cultura fenicio-punica - spiega, infatti il sindaco Eusebio Baghino - servono molti quattrini». Denaro che il Comune non ha tanto da indurre lo steso sindaco a concludere che «senza sicurezza finanziaria il museo non lo apriremo». Insomma una beffa Per scongiurare questa eventualità il sindaco e la giunta hanno bussato a quattrini alla Regione. E a Cagliari è stata prospettata una via d'uscita: «Ci è stato detto chiaro e tondo che una strada praticabile per reperire finanziamenti potrebbe essere quella di far diventare il nostro un museo del territorio - racconta Baghino - per cui mi sono già attivato per verificare questa possibilità». L'assessore regionale alla Programmazione Francesco Pigliaru, comunque, sembra non si sia tirato indietro promettendo che tra breve avrebbe inviato dei tecnici a Sant'Antioco per un sopralluogo. Della delegazione dovrebbero fare parte anche i rappresentanti del ministero dei Beni culturali. La strada obbligata affinché il museo non muoia già prima di essere inaugurato dovrà dunque essere quella di una gestione unica insieme altri musei del territorio. Attualmente ce ne sono a Carbonia e Santadi e l'ipotesi ventilata dalla Regione pare sia quella di prevedere un accordo di programma tra amministrazioni comunali per unificare la gestione di tutte le strutture. Gli amministratori di Sant'Antioco sono però preoccupati di dovere rinunciare al ruolo di primo piano rivestito nel territorio per quello che riguarda la cultura fenicio punica. D'accordo con la strategia del sindaco Baghino è anche il direttore del museo Piero Bartoloni. «Una struttura come quella di Sant'Antioco che potrebbe far invida ai migliori musei - afferma - ha bisogno di diverse figure professionali che bisogna garantire anche per il futuro. Aprire oggi per poi chiudere il giorno dopo - conclude - sarebbe deleterio». A preoccupare l'amministrazione comunale è preoccupata non tanto per la gestione delle visite guidate e la custodia diurna che sarà garantita dalla cooperativa Archeotur. Così come non crea problemi neppure la vigilanza notturna tuttora espletata dai barracelli e garantita da un sistema di allarme moderno e sofisticato. A incidere sulle spese di gestione del museo, infatti, sarà la necessità di disporre di altri professionisti indispensabili per l'attività della struttura. Bisognerà creare, ad esempio, uno staff del direttore, assumere un restauratore, un fotografo e almeno un impiegato che si occupi dell'amministrazione. Figure a cui non si può fare a meno si vuole far funzionare al meglio il museo e a cui bisogna garantire uno stipendio.

Fonte: Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
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