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Sei qui Home Rassegna Stampa Archeologia-boom: 25 mila presenze
PDF  Print  E-mail  Sunday, 12 December 2004 08:55
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Il turismo culturale fa registrare una crescita nonostante la crisi

S arà la cooperativa Archeotur a gestire per i prossimi tre anni i musei e i siti archeologici di Sant'Antioco. La Regione ha inserito nella nuova legge Finanziaria, infatti, il rinnovo dell'incarico alla della cooperativa (sino a tutto il 2006) della gestione dei progetti di settore. Recentemente poi, come richiesto dalla Regione, anche il Comune e la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano hanno dato parere favorevole a che sia l'Archeotur a gestire la realizzazione del progetto di valorizzazione e allo sfruttamento in chiave turistica del patrimonio archeologico cittadino . «Siamo qui per valorizzare al meglio ? afferma il presidente della cooperativa Ignazio Marroccu ? una realtà apprezzata dal pubblico e non soltanto dai turisti». Costituita nel 1984 la cooperativa Archeotur ha iniziato a gestire i siti archeologici di Sant'Antioco nel 1986. Oggi raggruppa 25 soci- dipendenti che curano due progetti. Il primo, che scade il 12 novembre del prossimo anno, riguarda la gestione dei musei Etnografico e Archeologico e del Forte sabaudo. Con la compartecipazione del Comune, l'Archeotur ha dato vita a un'Associazione temporanea di imprese con l'Archivio storico. Il secondo progetto è triennale ed è stato appena inserito nella Finanziaria regionale: comprende la gestione del Thophet e del nuovo Museo archeologico. Il successo della cooperativa Archeotur è suffragata dai numeri. Nei primi undici mesi di quest'anno i visitatori sono stati oltre 25 mila con un incremento, rispetto al passato che si è concretizzato soprattutto nel periodo estivo e durante le manifestazioni Musei aperti ad aprile e le due giornate europee di settembre. In calo, invece, sono state le presenze di scolaresche. Molti, al contrario, i visitatori stranieri; tra questi oltre il 50 per cento di tedeschi. «Sicuramente dobbiamo dirci soddisfatti ? conclude Ignazio Marroccu ? perché di fronte a un calo generalizzato delle presenze abbiamo incrementato nonostante il territorio offra anche tante altre possibilità culturali». Merito, probabilmente, anche dell'introduzione del biglietto unico che comprende diverse visite con l'accompagnamento di guide preparate e competenti per scoprire la storia e la cultura della antica Solky. I siti più apprezzati sono il Museo archeologico dove sono conservati i reperti delle principali fasi storiche della città e dell'isola e il Museo etnografico ricavato in un antico magasinu ristrutturato. Apprezzato anche il thophet, un'area a cielo aperto su una collina denominata 'Sa guardia de is pingiadas', utilizzata dai fenici per l'inumazione dei defunti. Infine il forte e il villaggio ipogeico con le tombe puniche riutilizzate in epoche successive come abitazioni dalle classi sociali più povere. Nell'itinerario mancano ancora la necropoli e il nuovo Museo.

Fonte: Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
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