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PDF  Print  E-mail  Saturday, 08 November 2003 16:53
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Battesimo per il Consorzio turistico «Isola di Sant’Antioco», nella sede di piazza Italia. Trenta le adesioni dal variegato mondo dell’impresa vacanze: alberghi, ristoranti-pizzerie, agenzie immobiliari, commercianti, la Cantina Sociale e la cooperativa Archeotur, che gestisce le aree archeologiche.

 

Primo presidente del Consorzio, è Fabrizio Steri. Nel consiglio di amministrazione Lino Ventura, con la carica di vicepresidente, Tito Mandica, Marina Calabrò, Corrado Steri, Paolo Calabrò e Saverio Balia. L’obiettivo è trasformare Sant’Antioco in una capitale del turismo, aumentare i flussi turistici e renderli consistenti in tutte le stagioni. Il Consorzio «Isola di Sant’Antioco» vuole lavorare in collaborazione con il Comune, perché la task force abbia una sola voce nel mercato delle vacanze.  ‹‹Da decenni si parla di sviluppo turistico nella nostra isola, soprattutto per le grandi potenzialità del territorio - dice il presidente, Fabrizio Steri - Mare, coste, clima archeologia e monumenti sono un patrimonio che avremo dovuto saper sfruttare meglio, e invece i progetti sono rimasti solo sulla carta».  Adesso il Consorzio vuole guidare il passaggio dall’economia industriale, ormai in declino, ad un nuovo e più sano sviluppo legato al “Sistema Turismo”.  Secondo Fabrizio Steri, oggi occorre puntare sulla tutela e il risanamento delle risorse ambientali e monumentali. «Bisogna puntare sul recupero di quei settori tradizionali, ancora sani, della nostra economia, agricoltura, pesca, artigianato, per attrarre flussi turistici e distribuire ricchezza nel territorio».  Le parole chiave del Consorzio «Isola di Sant’Antioco» sono ‹‹Valorizzazione e promozione››. Parole chiave, ma anche progetto che dev’essere subito operativo.  Secondo il presidente, non è accettabile che Sant’Antioco sia ancora una meta turistica secondaria. «È assurdo - ha detto Steri - visto il nostro patrimonio non solo ambientale, ma soprattutto culturale. A cominciare da Sulky, antica e importante città fenicio-punica, e la sua necropoli, una delle più importanti del Mediterraneo. E ancora la più vechia chiesa della Sardegna, eretta dai bizantini nel V secolo dopo Cristo. È mai possibile che una realtà ambientale e storica come la nostra sia costantemente esclusa e dimenticata da tutte le guide turistiche della Sardegna?». Fra le iniziative immediate del Consorzio la promozione di pubblicazioni che rivalutino la storia e il patrimonio dell’isola; una guida turistica, essere presente a tutte le più importanti fiere del turismo in Italia e all’estero. E ancora: il coordinamento fra le attività ricettive, con la promozione di pacchetti turistici anche fuori stagione. Il Consorzio vuole promuovere anche escursioni in barca, maneggio, master per operatori turistici, utilizzare gli ipogei per piccoli laboratori e attività commerciali legate al turismo. «Decisiva - ha detto Steri - sarà la collaborazione con il Comune, per migliorare il decoro urbano». Chiara l’analisi finale del presidente: «Sant’Antioco negli ultimi anni vive un piccolo miracolo economico - conclude Steri - Con quattro alberghi aperti di recente e sempre da giovani imprenditori locali. Dobbiamo continuare su questra strada, lavorare ancora con le nostre forze senza aspettare l’arrivo imprenditori dalla penisola o dall’estero».  Il Consorzio intende coordinare queste energie, promuovendo iniziative che ancora non si reggerebbero da sole economicamente e che sono fondamentali per una realtà turistica come ad esempio: le barche per escursioni, maneggio, organizzazione di corsi e master per operatori turistici, utilizzo degli ipogei per piccoli laboratori e attività commerciali legate al turismo.

Fonte: Carlo Floris, La Nuova Sardegna

 
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