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Sei qui Home Rassegna Stampa Licenziati i guardiani della zona archeologica
PDF  Print  E-mail  Monday, 05 April 2004 13:08
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Qualche giorno fa spenta anche l'illuminazione: a rischio l'integrità delle aree e dei reperti
A rcheologia al buio e senza guardiani.

Succede a Sant’Antioco dove, dal primo aprile, la cooperativa Archeotur ha interrotto il servizio di custodia notturna nei siti archeologici cittadini. La Regione infatti dal 31 dicembre dello scorso anno non ha rinnovato il finanziamento dei progetti culturali speciali. Quando era arrivata la notizia, l’assessore comunale alla Cultura Mariano Gala aveva scritto all’assessorato ai Beni culturali della Regione. Nonostante le proteste, però, non è successo nulla. Così, in attesa che, con l’approvazione della Finanziaria, la Regione rifinanzi i progetti, ma anche per non lasciare incustoditi gli antichi gioielli, a Sant’Antioco è intervenuto il Comune che ha stanziato, prelevandoli dal bilancio, diecimila euro. «È il massimo che si poteva fare - precisa l’assessore Mariano Gala - per non lasciare incustoditi i siti archeologici e per mantenere i posti di lavoro». I soldi sono serviti per prorogare il servizio di guardiania ma non bastavano per pagare la bolletta dell’Enel. Così, dal primo gennaio, i fari dell’illuminazione del tophet e del museo archeologico sono stati spenti. Da mesi, di conseguenza, chi arriva di notte a Sant’Antioco, non può ammirare il gioco suggestivo delle luci che illuminavano la collina che sovrasta la città. L’impegno del Comune e della cooperativa Archeotur ha consentito di mantenere il servizio di vigilanza sui siti, sempre sperando chela Regione decidesse di rifinanziare il progetto. Speranza inutile. A fine marzo un un’altra nota da parte della Regione ha annunciato la mancanza totale di risorse per il progetto di guardiania. I Comuni che lo vorranno attivare dovranno pagarsi l’indennità per i guardiani notturni considerati manutentori diurni. A questo punto il Comune dovrà rimboccarsi nuovamente le maniche. «Insieme alla Sovrintendenza archeologica- annuncia Mariano Gala - stiamo studiando un progetto per illuminare nuovamente i siti archeologici e installando un sistema di controllo con centraline di allarme collegate magari con le forze dell’ordine». «Anche per questo, però, servono risorse - continua l’assessore - speriamo di trovarle». Intanto tutti i progetti speciali, che a Sant’Antioco interessano il Tophet e il Museo archeologico, che erano finanziati dalla Regione rimangono a rischio. «Sappiamo che questi progetti sono stati inseriti nella Finanziaria regionale - afferma il presidente dell’Archeotur Ignazio Marroccu - anche se non ne conosciamo l’importo». Nessun problema invece per agli altri progetti. «Il finanziamento è triennale - conclude l’assessore Gala - speriamo che la Regione continui a finanziarli per non mettere a rischio i posti di lavoro».

Fonte : Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
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