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Sei qui Home Rassegna Stampa In ritardo i fondi per l'Archeotur: «Cultura a rischio»
PDF  Print  E-mail  Thursday, 15 January 2004 13:17
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I siti archeologici di Sant’Antioco rischiano di rimare chiusi.

La cooperativa Archeotur a cui sono affidata la custodia e le visite guidate a thophet e museo rischia di cessare il servizio per mancanza di fondi. Se la Regione non attiverà gli atti necessari per garantire la prosecuzione anche per quest’anno dei progetti finanziati per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, il futuro culturale del paese potrebbe quindi subire un danno non indifferente. Della questione si è fatto carico l’assessore comunale alla Cultura Mariano Gala. Sollecitato nei giorni scorsi dai responsabili della cooperativa, ha preso carta e penna e ha scritto all’assessorato regionale ai Beni culturali e alla Soprintendenza alle antichità. «Innanzitutto chiediamo di sapere perché il Tophet non è più illuminato durante la notte - spiega l’assessore - poi sollecitiamo l’avvio delle pratiche per l’anno in corso e anche un incremento dei finanziamenti». La richiesta di un aumento dei fondi da mettere a disposizione della cooperativa è dovuto alla necessità di dare maggiore stabilità al lavoro degli operatori culturali di cui il Comune sulcitano è impossibilitato, per carenze di bilancio, a coofinanziare i progetti come previsto dall’ultima normativa regionale. «Sant’Antioco ha poche possibilità economiche e non può quindi ipotizzare un concorso finanziario dei cittadini per l’accesso alle aree archeologiche , biblioteche e archivi storici - continua Mariano Gala - è necessario pertanto che l’amministrazione regionale modifichi la normativa che regola la materia dei finanziamenti». La situazione ogni giorno che passa si fa sempre più drammatica per i soci della cooperativa. In mancanza di finanziamenti, infatti, non è solo a rischio la cultura ma anche i loro stipendi. Attualmente sono infatti scaduti i termini del progetto triennale che ha regolato l’attività della cooperativa che adesso si trova ad operare senza nessuna tutela per la mancata predisposizione di progetti per gli anni futuri. «Vogliamo evitare che monumenti ed aree archeologiche del nostro Comune - conclude l’assessore Gala - non siano più fruibili per la mancanza di gestione che da 18 anni è garantita unicamente dall’impegno e dalla professionalità della cooperativa Archeotur»

Fonte: Tito Siddi , L'Unione Sarda.

 
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