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Non solo mare e sole ma anche un notevole patrimonio culturale.

A chi percorre le strade di Sant’Antioco per recarsi nelle località balneari spesso sfuggono le testimonianze lasciate dai popoli che hanno abitato l’isola sin dalla notte dei tempi. Uno degli itinerari più interessanti è il complesso nuragico di Gruttiacqua. Per arrivare al bacino nuragico basta una cartina stradale: si percorre la provinciale che dal paese conduce a Calasapone. Al bivio di Fontana Canai si svolta a sinistra, poi, dopo 200 metri, a destra per una strada bianca che si percorre per circa 2 km. Al bivio per il Semaforo di Capo Sperone, si prosegue sulla destra per un altro chilometro sino a quando il complesso si presenta in tutta la sua maestosità, per raccontare la sua millenaria storia.
Nel bacino nuragico si possono visitare le strutture monumentali del tempio a pozzo (pozzo sacro), le cisterne, i circoli megalitici, il villaggio nuragico, la capanna absidata, le tombe dei giganti e lo splendido panorama rivolto ad Ovest verso la cala di Mezzaluna e di Calasapone, a Sud verso l’Africa e a Nord alla pianura di Cannai ed ai nuraghi costruiti sulle colline all’interno dell’Isola. Sulla collina, svetta il nuraghe da cui si gode di una vista mozzafiato che, con un pò di fantasia, arriva sino alle coste dell’Africa. Il nuraghe aveva la funzione di controllo della pianura e del mare verso Ovest; il laghetto, immerso tra i cisti e i ginepri di una natura incontaminata, serviva ad abbeverare gli animali e l’irrigazione dei campi; ai piedi della collina, capanne circondano il deposito idrico; alberi d’alto fusto celano, quasi a proteggerlo, il pozzo sacro. Il complesso era il fulcro della vita sociale, politica e religiosa degli antichi abitatori dell’Isola. L’Archeotur, che gestisce siti archeologici e musei nell’Isola, lo propone come escursione alternativa alla Sant’Antioco antica.


Fonte: Tito Siddi, L'Unione sarda

 
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