Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)Deutsch (DE-CH-AT)
Sei qui Home Rassegna Stampa Nella Cittadella dei musei la ricostruzione delle fortificazioni di Cagliari
There are no translations available.

Nella Cittadella dei musei la ricostruzione delle fortificazioni di Cagliari
Scenari dell’antico Castello
Uomini e armi dal Medioevo ai Savoia

 

L a riproduzione di una balestra con la potenza di una tonnellata e mezzo e la velocità del dardo di 580 chilometri l’ora accoglie i visitatori della mostra Castrum Kalaris. Storia delle fortificazioni di Cagliari dal Medioevo al 1866, allestita nella Cittadella dei musei e visitabile ancora oggi. La scelta della balestra del 1100 non è probabilmente casuale. Infatti è impossibile distogliere lo sguardo da quest’arma, affascinante quanto micidiale, di cui i Pisani erano abilissimi maneggiatori, senza notare nello sfondo una fedele riproduzione della Torre dell’Elefante: ricostruita (in scala 1:35) così com’era appunto in età pisana, compresa la cortina muraria che non esiste più, in parte demolita e in parte inglobata nelle successive strutture spagnole. All’interno della torre non mancano figurini che rappresentano i custodi armati della fortezza.
Un tuffo nel Medioevo attraverso le lucenti armature, la riproduzione di un corpo di guardia pisano della Torre di San Pancrazio, e tante armi: spade, pugnali, alabarde, scudi, elmi e anche una cotta di maglia ad anelli. Rivivono scene di vita di quel periodo attraverso figurini in resina dei modellisti Giacomo Sanna, Pietro Cuccureddu, Ferruccio Cogoni, Antonello Fadda e Beppe Cardone.
Tra gli scenari c’è quello della Plazuela, l’odierna Piazza Carlo Alberto: due coppie di giovani della nobiltà isolana si sfidano nell’arte della scherma. In primo piano un confronto che sembra più un gioco che un vero duello e si conclude con un trofeo insolito: il cappello piumato di uno dei due contendenti, infilzato sulla spada dell’altro. Nello sfondo uno stalliere accudisce un cavallo, mentre un terzo personaggio segue il duello. È ben visibile la fontana costruita da Scipione Aprile nel 1603 e di cui oggi rimane solo un’epigrafe che ne ricorda la collocazione. Alla sommità della scala si è appena concluso un altro duello: uno dei avversari è spalle al muro e non ha via di fuga…
«Protagonista della mostra è il Castello con le sue fortificazioni», spiega Alberto Monteverde, presidente del Club di modellismo storico di Cagliari che ha realizzato l’interessantissima esposizione. «Si tratta di strutture assai ben conservate, che ci danno una visione reale del quartiere medievale».
Una parte della mostra è dedicata alla riproduzione in grandezza naturale delle armi, soprattutto spade di santi che sono raffigurate nei retabli della Sardegna. Questa parte dell’esposizione è curata da don Govanni Giacu, sacerdote con la passione delle armi medievali, e dal Comune di Guspini.
È possibile ammirare altri cimeli fino al Risorgimento: la giubba del Corpo reale d’Artiglieria di Cagliari del 1814 e la giubba della Fanteria miliziana cittadina del 1793 (prestata dall’Azienda autonoma di soggiorno), la stessa portata dai miliziani che accompagnano il cocchio di Sant’Efisio il primo maggio.
Domenica prossima la mostra avrà un’appendice a Sant’Antioco: alle 21 nel Forte sabaudo e nell’Arena fenicia si svolgerà una living history
, rievocazione storica. Si partirà dal periodo romano (perché in Sardegna era di stanza un reparto etnico detto Cohors I Sardorum
, composto interamente da isolani) per proseguire con il periodo medievale e la Compagnia balestrieri Castel di Castro di Cagliari (un combattimento medievale e una sfilata curata dal Gruppo storico “Le dame e l’arme”) e arrivare al periodo sabaudo con le uniformi degli artiglieri. Infine una sfilata d’uniformi della Brigata Sassari. Sottofondo della serata (organizzata con la collaborazione della cooperativa Archeotur e del Comune di Sant’Antioco) saranno le musiche eseguite dal pianista Carlo Massidda.


Fonte: Giulia Marcias, L'Unione Sarda

 
try { var pageTracker = _gat._getTracker("UA-11410147-1"); pageTracker._trackPageview(); } catch(err) {}