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Si potranno visitare l’esposizione etnografica la necropoli punica e il forte sabaudo Sant’Antioco

 

 

Musei aperti anche di notte a Sant’Antioco. L’iniziativa è dell’Associazione di imprese che gestisce i siti archeologici. Da oggi e ogni venerdì di luglio e agosto, alcuni siti archeologici e storici saranno aperti ai visitatori sino a mezzanotte. Nell’itinerario notturno sono stati inseriti il Museo etnografico, il villaggio ipogeo con una parte della necropoli punica e il Forte sabaudo. «Per un giorno alla settimana abbiamo predisposto visite guidate - dice il presidente dell’Archeotur Antonio Marroccu - oltre il normale orario, in modo che i turisti possano visitare i siti anche dopo il rientro dal mare».
Il biglietto, valido per la visita ai tre siti, si potrà acquistare al Museo etnografico di via Necropoli. Un’iniziativa che sicuramente valorizzerà l’area archeologica di Sant’Antioco, considerata una delle più suggestive della Sardegna e da sempre meta di tanti gli appassionati di archeologia.
Un interesse dimostrato dai dati sull’affluenza di visitatori. «Possiamo dirci veramente soddisfatti - afferma il presidente di “Studio 97” Marco Massa - visto che, nei primi sei mesi del 2003, si è registrato un significativo incremento di visitatori». Da gennaio a giugno sono stati emessi 8.400 biglietti per la visita al Museo archeologico e al Tophet, registrando un incremento del 5 per cento rispetto ai primi 6 mesi del 2002 e addirittura del 12 rispetto allo stesso periodo del 2001. «È già un risultato gratificante - continua Marco Massa- al quale si aggiungono i 6.200 biglietti staccati per la visita al Museo etnografico, al Villaggio ipogeo e al Fortino sabaudo». Complessivamente sono state quindi 14.600 le persone che hanno acquistato un biglietto per visitare l’area archeologica di Sant’Antioco. A questi dati, poi, bisogna aggiungere i 4.000 visitatori che il 26 e 27 giugno, giornate dedicate alla manifestazione “Sa die de sa Sardigna” e il Primo maggio, sono entrati gratuitamente grazie ad una iniziativa dell’assessorato alla Cultura del comune. Un andamento positivo che l’Archeotur e la “Studio 87” intendono migliorare.


Fonte: Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
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