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PDF  Print  E-mail  Tuesday, 10 December 2002 07:11
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Il presidente della coop Studio 87: «Risorse scarse e manca una legge»


«La Regione dovrebbe fare una legge per i beni culturali che riordini il settore e dia garanzia di fruibilità di servizi fondamentali per i cittadini quali quelli all'informazione e all'istruzione». Così dice Marco Massa, presidente della coop. Studio 87 che insieme all'Archeotur gestisce, attraverso un progetto pluriennale, l'archivio storico del Comune, il forte Su Pisu, il museo etnografico e il villaggio ipogeo adiacente al museo. «Occorre dare certezza di risorse e valorizzare il patrimonio etnico e culturale _ aggiunge _ la lingua sarda, come simbolo dell'identità della nazione, non è sufficiente se non è accompagnata dalla tutela e dalla valorizzazione di tutta la nostra produzione culturale, dai luoghi, ai monumenti archeologici ai documenti e alla produzione artistica. Per questo occorre valorizzare e monitorare i progetti del settore che, promossi con la ex legge 28, hanno permesso ai cittadini sardi di fruire di servizi culturali altrimenti destinati all'oblio quando non al degrado e alla distruzione. In questo settore storicamente a fronte di 9mila miliardi di lire nel bilancio regionale, la spesa era di soli 25 miliardi, vale a dire meno dello 0,3 per cento. Se è vero che si è deciso di puntare sul turismo, la cultura è una grande leva, ma a patto di fare degli investimenti, perché occorrono specialisti, strumenti e quindi risorse». Nel progetto pluriennale che ha permesso all'Ati formata dalle due cooperative di vincere il bando comunale vanno messe in evidenza alcune proposte aggiuntive che elenca: «Abbiamo proposto l'assunzione di due persone part time per le attività di laboratorio didattico, la ricostruzione di una tomba nel villaggio ipogeo, il posizionamento dei cannoni all'interno del forte Su Pisu con la ricostruzione della base in legno e la creazione di itinerari archeologici e naturalistici con i nuraghi S'ega e Marteddu e Grutt'i acqua. Abbiamo inoltre realizzato un depliant per le scuole e già a partire da settembre, quando abbiamo vinto l'appalto abbiamo ricevuto circa 500 studenti con oltre 800 ore di consultazione».

Fonte: Carlo Floris, La Nuova Sardegna

 
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