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PDF  Print  E-mail  Wednesday, 25 July 2001 13:52
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In controtendenza rispetto al trend negativo del momento c'è il turismo archeologico. Infatti, si registra un'affluenza record nei siti archeologici di Sant'Antioco da parte dei visitatori.

Un dato positivo in tal senso è stato registrato nei mesi scorsi e la tendenza resta positiva anche per per quanto riguarda le previsioni. Turisti (in prevalenza stranieri) che l'Archeotur registra quotidianamente a testimoniare un fenomeno particolarmente interessante e che rientra nelle gite giornaliere a Sant'Antioco. Migliaia di presenze ogni anno, per visitare i siti archeologici e far rientro poi in altri centri dell'isola. Il tutto si spiega nei pacchetti offerti da agenzie che inseriscono i siti archeologici dell'antica Sulcis fra le tappe obbligate e le escursioni di programmi ben definiti dove prevale la cultura. Da oltre quindici anni l'area archeologica viene valorizzata dalla gestione dei soci della Cooperativa Archeotur che cercano, con pochi mezzi a disposizione, di far rivivere agli occhi dei visitatori un passato lontano. L'anno 2001 nell'Area Archeologica di Sant'Antioco si registra un aumento di presenze. Malgrado le distanza da percorrere a piedi, circa un chilometro, dal parcheggio al Museo Archeologico e l'aumento del biglietto, adesso di 10mila lire per l'ingresso e le visite guidate nei siti aperti al pubblico, i visitatori rientrano a casa con un bagaglio culturale più ricco, ma soprattutto soddisfatti per aver speso bene i propri soldi. Per migliorare il servizio e valutare il parere critico dei visitatori, l'archeotur consegna dei questionari a chi visita i siti archeologici. I questionari compilati dalle scolaresche e dai gruppi in visita confermano la richiesta più volte avanzata per l'ultimazione del nuovo museo, che dovrebbe dare, finalmente, il giusto risalto che la città di Sant'Antioco nel mondo archeologico culturale merita. Da qualche tempo, l'Archeotur è riuscita ad aumentare la permanenza dei visitatori, ma si tratta di un paio d'ore in più rispetto ai programmi, con l'offerta della cucina fenicia in un ristorante che i soci gestiscono al meglio.

Fonte: Stefano Garau, La Nuova Sardegna

 
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