Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)Deutsch (DE-CH-AT)
Sei qui Home Rassegna Stampa Archeologia, un boom fra le tombe
PDF  Print  E-mail  Friday, 03 November 2000 12:51
There are no translations available.

I dati di un successo cultural-turistico:

Musei e tophet, quasi cinquantamila visitatori in un anno SantAntioco
Archeologia che passione. A Sant’Antioco si prospetta anche per il 2000 un bilancio di fine anno ricco di visitatori per quanto riguarda i siti archeologici fenicio punico romani.
A differenza dello scorso anno, quando a maggio si registrarono ben 11000 presenze (un record assoluto per la città di Sant’Antioco), quest’anno il trend positivo si è avuto nei tre mesi estivi registrando un migliaio di visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Nel 1999 i visitatori dei siti archeologici antiochensi sono stati complessivamente 47.200. Gli ultimi dati dell’Archeotur, la coperativa che con i suoi 22 soci cura la custodia e ne garantisce le visite, parlano per il 2000, già a fine ottobre, di 42 mila visitatori.
«Un successo che ancora una volta dimostra quanto la Sant’Antioco archeologica sia importante nel gradimento dei turisti - dice il sindaco Virginio Locci - un’attenzione che fa ben sperare per un futuro turistico legato all’archeologia».
I prezzi per le visite ai siti archeologici li stabilisce il Comune che con gli incassi riesce a mantenere in pareggio l’intera gestione. I siti che possono essere visitati sono tre: museo archeologico, museo etnografico e Tophet.
La necropoli invece è chiusa al pubblico per motivi di sicurezza dal primo aprile del 1999 quando un ipogeo ebbe dei problemi di stabilità. Il costo del biglietto è cumulativo (8000 lire, cinquemila per studenti e per chi ha oltre sessantacinque anni).
I visitatori, oltre gli italiani, provengono da diverse parti del mondo. «Tedeschi, francesi, inglesi ma anche americani- dice Tito Mandica, una guida della cooperativa Archeotur - con un incremento quest’anno di spagnoli».
Una buona percentuale di visitatori stranieri è rappresentata dai tedeschi. Alloggiano in alberghi della costa del Sulcis e arrivano a bordo di pulmini con le biciclette al seguito. Giunti a SantAntioco inforcano le bici e con calma visitano, in una allegra e variopinta carovana, tutta la città, musei e tophet compresi.
Nei primi mesi dell’anno prossimo la città avrà una nuova opportunità che consentirà di mostrare al meglio gli antichi gioielli di famiglia, sinora celati al pubblico per l’inadeguatezza dei locali espositivi. Sarà completato infatti il nuovo museo, un’opera che ha rappresentato in questi ultimi vent’anni un’autentica incompiuta.
«Dopo tante traversie siamo in dirittura finale - dice il sindaco- abbiamo già appaltato la fornitura degli arredi e delle bacheche espositive di cui alcune per la loro grandezza verranno montate dirattamente nelle sale di esposizione. L’asta per gli arredi degli uffici del museo è andata invece deserta per cui tra breve procederemo a trattattiva privata».
Se tutto andasse bene sarebbe veramente la volta buona per incrementare turismo e cultura a Sant’Antioco.


Tito Siddi, L'Unione Sarda

 
try { var pageTracker = _gat._getTracker("UA-11410147-1"); pageTracker._trackPageview(); } catch(err) {}