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Sei qui Home Rassegna Stampa Tutti pazzi per l'archeologia
PDF  Print  E-mail  Saturday, 23 October 1999 08:26
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In dieci mesi 70 mila turisti, già 60 i posti di lavoro: 70 mila visitatori in dieci mesi, la metà dei quali concentrati tra primavera ed estate con la prospettiva di superare quota 80 mila entro la fine dell'anno.

La storia del Sulcis fa cassetta. I ruderi di nuraghi, città e fortezze, domus de janas, musei e necropoli stanno rivelandosi una risorsa insperata. Dopo anni di abbandono anche nel Sulcis l'archeologia sta diventando un business. Il giro d'affari non sarà miliardario ma i primi posti di lavoro sono già arrivati al seguito dei bus carichi di turisti. Tre cooperative, una sessantina di persone, per lo più giovani, lavorano nella fabbrica del passato. Curano i siti, organizzano i servizi, fanno le guide vendendo la storia del Sulcis formato cartolina.Un mercato in espansione. «Neppure noi ci rendiamo esattamente conto delle sue enormi potenzialità». Gianni Inguscio, assessore alla Cultura del Comune di Sant'Antioco, è convinto che l'archeologia sia una risorsa da non sottovalutare. «Abbiamo organizzato una mostra di arte sacra nella Basilica di Sant'Antioco. Ebbene l'afflusso dei turisti è stato incredibile: l'interesse che suscita la nostra storia è enorme». Sant'Antioco è un po' la capitale archeologica del Sulcis. Nei primi nove mesi del '99 ha totalizzato 45 mila presenza suddivise tra museo archeologico, necropoli, tophet e museo etnografico. «Non è una novità, l'archeologia organizzata può essere un motore importante per il turismo», sostiene Giorgio Girardi, presidente dell'Archeotur, la cooperativa che gestisce le risorse storiche dell'antica Sulci. Dà lavoro ad una trentina di persone tra soci e dipendenti. «Potremmo fare di più se non fossimo legati alla precarietà delle leggi regionali che finanziano i nostri progetti ma soltanto a scadenza annuale e sempre tra mille incertezze».La parola d'ordine è organizzazione. Monte Sirai, la cittadella fenicio-punica alle porte di Carbonia ha fatto registrate una impennata di presenze da quando il sito è stato attrezzato. Nei primi nove mesi di quest'anno ha sfiorato gli 8.000 visitatori con punte di mille turisti al giorno a luglio e agosto. Altre quattromila persone hanno poi visitato i musei archeologico e Paleontologico. «È in parte il risultato della promozione che abbiamo fatto negli anni passati», afferma Carla Perra, coordinatrice scientifica di Monte Sirai. Insieme a lei lavorano un coordinatore amministrativo - Nicola Todde - ed Alessio Mureddu, responsabile del Museo Paleontologico. Poi ci sono 22 dipendenti della cooperativa 'Pispisa' a cui è affidata la gestione del parco archeologico. Il presidente Carlo Secci non ha dubbi: «Un settore in espansione, bisogna soltanto promuoverlo adeguatamente».Nel Sulcis ha spopolato anche la necropoli preistorica di Montessu con 11 mila presenze in nove mesi. «Il Comune non ha sbagliato investendo miliardi nella necropoli», commenta il sindaco Alberto Matta. Insomma l'archeologia 'tira' che è una bellezza. Peccato che esistano ancora risorse inutilizzate. Musei chiusi, siti archeologici dimenticati, nuraghi sepolti. Basterebbe valorizzarli per fare del Sulcis un grande parco archeologico diffuso.

Fonte: L'Unione sarda

 
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