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Sei qui Home Rassegna Stampa Una fabbrica evergreen
PDF  Print  E-mail  Saturday, 25 October 1997 15:45
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Villaperuccio Tra le colline di scisti e lentischi è nata la fabbrica sempreverde.

Quattro miliardi di investimento, dodici posti di lavoro. La materia prima è la cultura: non sporca, non inquina, non produce scorie. La 'fabbrica' era lì da 5000 anni. E' bastato liberarla dello strato di terra con il quale l'aveva ricoperta il tempo, riportarne alla luce le splendide architetture, realizzare strade e viottoli senza ferire la natura, perché fosse pronta a mettersi in marcia. Eccola lì, stupenda, affascinante, con quel pizzico di mistero e di magia che la rendono incomparabile. E' la necropoli di Montessu. Tombe scavate nel tufo tremila anni prima di Cristo, agli albori della civiltà. Caverne sepolcro e sepolcri-santuario. La roccia conserva ancora misteriose decorazioni, incisioni delicate, l'ombra dell'ocra con la quale erano colorati disegni stilizzati.Rarità da osservare in religioso silenzio lasciandosi trasportare in quel mondo che ha popolato queste colline cinquemila anni fa, un'eternità. La fabbrica di Montessu produce sensazioni e vende emozioni. E come le vende.Ai piedi della collina s'incontrano i guardiani della magica valle delle tombe. Sono dodici, appartengono a una cooperativa la 'Montessu 90': insieme all'Archeotur di Sant'Antioco ha ottenuto di gestire questo complesso monumentale di impareggiabile bellezza oltre che di rilevante interesse scientifico. Sono questi giovani i pionieri della fabbrica sempreverde. Hanno avviato le macchine ed è stato un successo. Quattromilacinquecento visitatori in due mesi. Va bene che era estate. Ma sono ugualmente tanti. Anche perché la maggior parte non era intruppata nelle carovane di pullman ma turisti singoli o in piccoli gruppi. Montessu si gusta soprattutto così.Con la guida su per i sentieri lastricati di scisto. Due ore di escursione tra le tombe, gli anfratti, le aree sacre. Dalle piazzole il panorama sulla piana del Basso Sulcis è mozzafiato. Tutto gratis, paga la Regione. La gestione della fabbrica della storia è infatti per ora a carico delle casse pubbliche. I custodi della valle delle tombe ricevono 120 milioni all'anno. Ma fino a quando la fabbrica non sarà a 'regime'. «E' la nostra speranza, potrebbe essere il nostro futuro» Bruno Diana è uno dei 'guardiani'. Sul parco archeologico ha puntato tutto. «Per Villaperuccio è l'unica risorsa, valorizzata opportunamente potrebbe significare un ritorno economico affatto trascurabile».Per ora i giovani della cooperativa si occupano della manutenzione dell'area archeologica, della pulizia, e del servizio visite guidate. Hanno chiesto l'autorizzazione a 'staccare' un biglietto d'ingresso da fare pagare ai visitatori. E' il punto di partenza per autofinanziarsi. L'amministrazione comunale guarda con interesse alla necropoli preistorica. «E' l'inizio di un discorso che potrebbe fare del nostro paese un centro turistico culturale di grande importanza» sottolinea Antonello Pischedda, assessore comunale. Si pensa di attrezzare il punto di ristoro, di collegare il parco archeologico al centro culturale realizzato in paese dove sta per nascere un laboratorio di restauro.Insomma la fabbrica sempreverde ha un avvenire. Rientra anche nei Piani integrati d'area con i quali il Sulcis ha deciso di scommettere proprio in direzione della valorizzazione del patrimonio archeologico. Un'altra opportunità per 'vendere' emozioni.Gianluca Piras, presidente della 'Montessu 90' è giustamente soddisfatto. Nei giorni scorsi l'amministrazione ha rinnovato la concessione per altri cinque mesi. I dodici 'guardiani' continueranno a lavorare. E i turisti ad arrivare in visita a questo incredibile tempio di una civiltà che non c'è più. «Gli studiosi - spiega Bruno Diana - calcolano che a valle ci fosse un insediamento di non meno di tremila abitanti».

Fonte: L'Unione Sarda

 
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