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Sei qui Home Rassegna Stampa Aperta la mostra del Monte Granatico
PDF  Print  E-mail  Tuesday, 17 January 1995 14:56
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La città punta sul museo la scommessa per il rilancio.

 

La millenaria storia di 'Solci', l'odierna Sant'Antioco, da sabato sera ha una casa degna della sua importanza. E' stata inaugurata la mostra archeologica allestita dalla sovrintendenza alle antichità nei locali del Monte Granatico, anch'esso parte della storia cittadina. A tagliare il nastro è stato il sindaco Virginio Locci, durante una affollata cerimonia alla presenza dell'assessore regionale al turismo Eugenio Aymerich, del sovrintendente alle antichità di Cagliari Vincenzo Santoni, della Giunta e dei consiglieri comunali. L'occasione dell'apertura dello spazio museale, anche se in via provvisoria in attesa della costruzione del nuovo museo, ha cementato così il recente accordo siglato tra comune, sovrintendenza e Regione, dopo le aspre polemiche scaturite dalla chiusura al pubblico del vecchio Antiquarium.
Sindaco, sovrintendente e assessore, nei loro interventi, hanno sostenuto l'importanza storicoarcheologico-turistica di Sant'Antioco nel Mediterraneo e i riflessi che potrà determinare per l'economia cittadina. Con il porticciolo turistico e antichità, il futuro di Sant'Antioco sarà certamente roseo, non a caso già in autunno la città lagunare ospiterà la prima tappa del progetto Cee 'La rotta dei Fenici'. «Tra due anni sarà pronto il nuovo museo - sottolinea il sindaco Virginio Locci - bisogna già pensare alla gestione». A far da cicerone per il primo percorso della mostra, ricca di circa trecento reperti che vanno dal Neolitico al Romano passando dal Fenicio Punico, è stato Paolo Bernardini l'archeologo che ha firmato la mostra. La mostran che sarà aperta tutti i giorni grazie all'impegno dei soci della cooperativa Archeotur, al momento è orfana dei maestosi leoni di pietra. Saranno esposti a fine gennaio, probabilmente insieme ad una statua d'imperatore sinora in mostra nel museo di Cagliari, che serviranno a dare maggiore lustro all'esposizione.

Fonte: TITO SIDDI, L'Unione Sarda

 
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