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Sei qui Home Rassegna Stampa Un telaio in voto a Demetra
PDF  Print  E-mail  Saturday, 14 August 2010 13:02
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Un telaio offerto in voto alla divinità e un torciere in bronzo fenicio cipriota sono le più importanti scoperte effettuate dagli archeologi nell'area del Cronicario a Sant'Antioco, durante l'ultima campagna di ricerca appena conclusa.

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Reperti inediti per il contesto in cui sono stati trovati e che oggi pongono gli studiosi di fronte a una nuova interpretazione sulla frequentazione del sito fenicio punico. La ricerca rientra nei programmi di scavo annuali a cura dell'università di Sassari, nell'ambito della Summer school e in collaborazione dall' amministrazione comunale di Sant'Antioco. «Il ritrovamento di un telaio e corredo per la tessitura, per il momento l'unico trovato in Sardegna - spiega l'archeologa Elisa Pompianu che dirige gli scavi a Sant'Antioco - dà nuove indicazioni sul luogo di culto già individuato nelle precedenti campagne di scavo».
Gli scavi quest'anno hanno interessato l'area contigua al santuario. Scavato negli anni scorsi, dedicato ad una dea femminile che si ritiene sia Demetra, venerata anche come taumaturga. Un luogo in cui è stata rinvenuta una officina artigiana, con i relativi stampi e punzoni, dove si realizzavano gli ex voto offerti alla dea.
LA STANZA «Abbiamo individuato una stanza, con tutta probabilità usata per consumo di pasti votivi - continua l'archeologa - dove insieme al telaio e diversi ex voto costituiti da mascherine fittili, statuette femminili e parti anatomiche, abbiamo trovato anche del pentolame, resti di pasto e oggetti da mensa». Gli oggetti, contenuti in vari armadi, sono stati rinvenuti sparsi sul pavimento della stanza a piano terra. Erano precipitati qui per il cedimento del soffitto dove erano stati conservati.

Il lavoro degli archeologi adesso sarà quello di scoprire i motivi della presenza, tra gli ex voto, del telaio e corredo di una tessitrice a tombolo. «Potrebbe essere il dono fatto alla divinità da una fanciulla che, sposandosi, ha cambiato il suo stato sociale» spiega Piero Bartoloni, docente dell'università di Sassari e coordinatore degli scavi estivi di Sant'Antioco e Monte Sirai a Carbonia - o donato alla divinità dai parenti a seguito della morte della donna».
CULTO PIÙ ANTICO Gli scavi al cronicario hanno anche confermato l'ipotesi degli archeologi che il santuario potesse avere anche un culto più antico di quello relativo al tardo punico dell'età repubblicana e imperiale romana. La conferma si è avuta con il rinvenimento di una statuetta col disco al petto. Ma non solo. Nell'ultimo giorno di scavi Laura Mallica, che insieme ad Antonella Unali ed Elisa Pompianu fanno parte del team di archeologi coordinati da Piero Bartoloni, ha rinvenuto un torciere in bronzo. L'oggetto di lusso di tipo fenicio cipriota, probabilente risalente al settimo secolo avanti Cristo, è stato la prova provata di quanto ritenuto dagli archeologi.
IL CRONICARIO Da anni l'area chiamata "il cronicario", che si trova in pieno centro storico di Sant'Antioco, si sta rivelando importantissima per la riscoperta della storia dell'area antica di Sulky. I primi scavi hanno documentato la presenza fenicia a Sant'Antioco. Quelli di questi ultimi anni invece stanno sollevando il velo sull'epoca che va dalla età repubblicana a quella del tardo impero romano. C'è ancora molto da scavare in un sito che ogni anno regala sorprese e occasioni di nuove discussioni tra gli studiosi sull'interprertazione della stratificazione.
Fonte: TITO SIDDI, L'Unione Sarda

 
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