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PDF  Print  E-mail  Thursday, 30 December 2010 10:13
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Annali di storia e archeologia sulcitana edizione 2010
Far arrivare alle stampe il nuovo numero di una rivista di studi è sempre il raggiungimento di un traguardo, la fine agognata di un percorso cominciato qualche tempo prima.

Lo è ancora di più in un momento come l’attuale, in cui, purtroppo, molte riviste italiane di studi, per ragioni di forza maggiore, stanno chiudendo le pubblicazioni. Ecco perché, quando si é ancora in grado di portare avanti il proprio progetto, quel traguardo conseguito viene vissuto in una dimensione che non è più solo particolare, legata a un certo numero di persone, nel nostro caso, in primo luogo, l’Associazione Arciere, a un contesto fisico e culturale privilegiato, Sant’Antioco, ma di portata maggiore, come contributo a una causa comune che ha bisogno di essere sostenuta globalmente, evitando che ogni singolo operatore pensi solo al proprio orticello: ogni rivista di studi che pubblica deve essere intesa, cioè, come una speranza perché altre possano fare altrettanto.

Esaurita la premessa generale per entrare nel merito dei nostri “Annali,” vorrei  sottolineare come l’uscita di questo nuovo numero, i cui limiti di spazio ci hanno perfino costretti a non comprendere tutti gli scritti che ci erano stati proposti, segni, dopo una fase “pionieristica”, contraddistinta dalla progettazione e dalla messa in pratica di certe iniziative, individuate come particolarmente  rappresentative dell’intero progetto culturale sostenuto dall’Arciere, l’inizio di  una fase di consolidamento e di “regolarizzazione” delle attività. E’ una fase sintomatica del fatto che la struttura organizzativa dell’Arciere ha superato positivamente gli esami di abilitazione, in un modo tale da poter risultare di riferimento nel territorio sulcitano, riuscendo non solo a sostenere lo sforzo dell’ideazione e del decollo del progetto, ma anche quello del suo sostenimento pratico, senza il concorso del quale le motivazioni iniziali, per quanto nobili, sarebbero rimaste semplici velleità.

Ma ora che la macchina è partita e ha ingranato, bisogna assicurarsi che vi sia sempre carburante per tenerla in moto. E’ un aspetto che, a differenza di altri, può dipendere solo parzialmente dalla volontà di un’associazione culturale che, come la nostra, non ha scopi di lucro. Siamo  profondamente grati a tutti i nostri sostenitori, alle istituzioni pubbliche innanzitutto, ma anche ai privati, l’apporto dei quali non è meno prezioso nel metterci in condizione di conseguire, di volta  in volta, ciascuno degli obbiettivi prefissati. Non vorremmo sembrare ingrati, però, se sosteniamo che il  consolidamento e la “regolarizzazione” delle attività, a cui abbiamo precedentemente alluso, non possono prescindere da quello delle relative disponibilità economiche, in un modo ancora più rassicurante di quanto non sia attualmente. A questo proposito, sarebbe auspicabile, qualora si riconoscessero alle attività dell’Arciere una rilevanza e un beneficio per la collettività che esulino dal solo circondario sulcitano, come mi pare ci venga riconosciuto, il coinvolgimento finanziario di altri enti, pubblici e privati, che trovino interesse a sostenerci, a partire dalla nostra Provincia. C’è una ragione ulteriore per la quale attribuire alle attività dell’Arciere, come peraltro a quelle di altre associazioni operanti sul territorio (Cooperativa Studio87, Archeotur), una funzione civile rilevante, di carattere pedagogico: l’educazione alla conoscenza e al rispetto del patrimonio culturale locale come viatico indispensabile alla riscoperta di un’identità comunitaria forte, da sviluppare non solo in termini di nozionismo basilare, a fondamento del bagaglio di valori condivisi, ma come un vero e proprio sentimento etico.

Prima di lasciare doverosamente la parola agli studiosi, i ringraziamenti di prammatica, che l’Arciere rivolge, in primo luogo, al Comune di Sant’Antioco, nelle figure del Sindaco, Mario Corongiu, e dell’Assessore della Cultura, Daniela Ibba, oltre che ai nostri soci sostenitori, in particolare all’Hotel Mercuri. Ringraziamo, inoltre, la Regione Sardegna e il suo Presidente, Dott. Ugo Cappellacci, per il sostegno fornito alle attività dell’Arciere. Da parte mia, vorrei salutare tutti gli autori dei saggi qui pubblicati, l’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e il suo Delegato Regionale, Dott. Antonello Fois, il Dott. Eugenio Moscetti, Presidente dell’Associazione Nomentana di Storia e Archeologia, l’amico Vittorio Sgarbi, instancabile mattatore del Premio d’arte contemporanea Arciere /Isola di S.Antioco, autore di un intervento che fornisce in anteprima alcune chiavi di lettura del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011, e naturalmente Santino Carta, promotore storico del Premio Arciere.


Fonte: Facebook “ Dr. Roberto Lai, Presidente Associazione"

 
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