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Sei qui Home Rassegna Stampa il-museo archeologico di S.Antioco-dopo un terzo di secolo è realtà
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E’ occorso un terzo di secolo perché S.Antioco disponesse di un museo.

 

Ad onor del vero, un museo vero e proprio, con tanto di etichetta che lo classifichi tale, S.Antioco ancora non ce l’ha, anche se si tratta solo di un aspetto puramente burocratico. Perché agli effetti pratici il museo c’è (già intitolato all’indimenticato Soprintendente Ferruccio Barreca), le sale espositive dei reperti antichi (oltre 10.000) ci sono. Anzi l’insieme è qualcosa di mai vista in Sardegna, al punto che neppure il Museo Archeologico nazionale di Cagliari ha tale funzionalità e fruibilità al pari di quanto realizzato nella cittadina lagunare.
“Si tratta, ha pomposamente, e a giusta ragione, proclamato il Sindaco di S.Antioco Eusebio Baghino, del miglior museo fenicio punico dell’area mediterranea”. Per l’occorrenza il Sindaco Baghino ha ricordato, anche a quanti negli anni hanno remato contro l’apertura di questa struttura, che all’esposizione mondiale sui Fenici a Palazzo Grassi di Venezia, “il 30% del materiale esposto proveniva dagli scavi di S.Antioco”.
Quando ha puntualizzato questi elementi, Baghino ha rivolto lo sguardo, “senza alcuna polemica” ha detto, all’Assessore regionale della Cultura Elisabetta Pilia, la quale col suo ammaliante sorriso ha incassato il riferimento alla mancata localizzazione nel Sulcis del grande Museo Fenicio-Punico del Mediterraneo che è stato deciso di ospitare nel Capoluogo sardo.
“Il necessario, ha aggiunto Baghino, che almeno in parte rientrino in città i reperti custoditi per troppo tempo nel museo di Cagliari”. A rassicurare gli Amministratori di S.Antioco ci hanno pensato sia il Soprintendente archeologico Vincenzo Santoni, che il Direttore scientifico del nuovo museo Piero Bartoloni. Dal canto suo l’Assessore Elisabetta Pilia ha glissato ogni riferimento specifico alle rivendicazioni, per soffermarsi in particolare sull’aspetto culturale del momento.
“Un museo del genere, ha detto l’Assessore Pilia, offre una chiarissima lettura delle vicende antiche vissute dai popoli di quest’isola e di questo territorio. L’eleganza della proposta, la razionalità degli spazi, le raccolte sono veramente eccezionali e devo dare atto a quanti si sono impegnati in quest’allestimento perché hanno dotato la città e il territorio di una ricca collezione di oggetti e reperti di inestimabile valore. E’ una Sardegna che volta pagina, per proporsi nel migliore dei modi prima di tutto agli stessi Sardi, quindi a quanti vorranno conoscere cos’era anticamente questa parte di Sardegna”.
Parole di saluto e apprezzamento sono state espresse dal Presidente della Provincia Carbonia Iglesias Pierfranco Gaviano, dal Soprintendente Vincenzo Santoni, dal Direttore scientifico Piero Bartoloni. Alla cerimonia inaugurale del museo erano presenti, tra gli altri, il Prefetto Efisio Orrù, il Rettore dell’Università di Sassari Alessandro Maida, il Pro Rettore Attilio Mastino e numerosi Sindaci del territorio.
La visita al museo è stata guidata dal Direttore Paolo Bernardini con la collaborazione dei soci della Cooperativa Archeotur che da anni si interessano della valorizzazione dei siti archeologici di S.Antioco. Prima dell’apertura delle sale espositive al pubblico, alla presenza di tutti i parroci cittadini, don Demetrio Pinna ha benedetto i locali.


Fonte: Gazzetta del Sulcis

 
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