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Stefano GarauSANT'ANTIOCO. Si prevede un'affluenza record nei siti archeologici. La conferma arriva dal mese di maggio: fra gite scolastiche e turisti (in prevalenza stranieri) l'archeotur ha registrato migliaia di presenze.

Da 15 anni l'area archeologica (museo archeologico-tophet-museo etnografico-fortino) è stata valorizzata dao soci della Cooperativa Archeotur, che cercano, con i pochi mezzi a disposizione, di far rivivere agli occhi dei visitatori un passato lontano. L'anno 2001 nell'Area Archeologica si è registrato un aumento di presenze, 4.500 solamente a maggio. Malgrado le distanza da percorrere a piedi, circa un chilometro, dal parcheggio al Museo e l'aumento del biglietto, adesso diecimila per l'ingresso e le visite guidate nei siti aperti al pubblico i visitatori rientrano a casa con un bagaglio culturale più ricco, ma soprattutto soddisfatti per aver speso bene i loro soldi. Per migliorare il servizio e valutare il parere critico dei visitatori, l'Archeotur consegna dei questionari a chi visita i siti archeologici. Compilati dalle scolaresche e dai gruppi, confermano la richiesta più volte avanzata per l'ultimazione del nuovo museo, che dovrebbe dare, finalmente, il giusto risalto che la città merita. Proprio per questo, i lavori procedono a ritmo incessante per l'ultimazione della struttura dove mancano gli arredi e gli operai stanno predisponendo l'area adiacente. Con tutta probabilità, se non ci saranno ulteriori intoppi (il museo è in costruzione da oltre vent'anni) l'inaugurazione dovrebbe avvenire a settembre. Gli sforzi indirizzati verso questo settore dimostrano che la strada del turismo culturale pur non rappresentando una consistente risposta sotto il profilo economico, fa registrare un vero record rappresentato dal forte richiamo che Sant'Antioco rappresenta per gli appassionati di archeologia. Le testimonianze fenicio puniche e romane ogni anno vengono visitate da migliaia di turisti che, guidati dai soci dell'Archeotur, hanno modo di fare un tuffo nel passato per assaporare tanta cultura e tanti secoli di storia. (s.g.)

Stefano Garau

fonte La Nuova sardegna

 

 
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