Print  Tuesday, 15 November 1994 00:00
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Per l'Antiquarium sbarrato adesso scende in campo anche la Regione. Contro la decisione della Sovrintendenza dei Beni archeologici di Cagliari, prende posizione l'assessore alla Pubblica istruzione della Regione sarda Luisa D'Arienzo, con una nota inviata alla Sovrintendenza e per conoscenza al sindaco e al presidente dell'Archeotur, la cooperativa che gestisce i servizi nell'area archeologica.
L'assessore «esprime viva sorpresa per non aver ricevuto la comunicazione di chiusura del museo» e si «rammarica di non essere stata formalmente investita del problema, in quanto la cooperativa Archeotur è legata all'assessorato da un preciso contratto per la gestione dell'area archeologica e dell'annessa esposizione musicale». Parole di fuoco, insomma. Contro una decisione che, giura la D'Arienzo, schiaccia le prerogative della Regione e degli enti locali.
Per l'assessorato regionale, il finanziamento e controllo dell'attività della cooperativa Archeotur spetta proprio alla Regione, «nell'ambito delle proprie competenze in materia di musei locali». Per questo, era necessario da parte della sovrintendenza, «concordare preventivamente con l'ufficio regionale l'attività per il funzionamento della struttura». La decisione, insomma, «arreca un notevole danno economico e di immagine al Comune di Sant'Antioco e mette in discussione l'attività lavorativa della cooperativa Archeotur». «Emerge sostanzialmente la linea sostenuta dall'amministrazione comunale - commenta il vicesindaco e assessore alla Cultura Carla Castellina - che a salvaguardia di tutte le potenzialità culturali che hanno un riscontro di immagine ed economico, debbono decidere concordemente tutte le istituzioni proposte alla tutela del patrimonio». Intanto per questa mattina alle 11 è stato convocato d'urgenza il Consiglio comunale, proprio per discutere la chiusura del museo. Si attende anch la presenza del sovrintendente Vincenzo Santoni, come dagli accordi presi, per decidere tempi e modalità per chiudere la vicenda.

Fonte: TITO SIDDI, L'Unione Sarda